Orhan Pamuk, “La stranezza che ho nella testa”

A metà fra mito e commedia degli equivoci, l’innesco della trama è semplice: il ragazzo Mevlut si innamora di una ragazza, la riempie di lettere, una notte la rapisce per sposarla e si accorge di avere sbagliato persona. «Secondo voi quand’è che Mevlut si rese conto che la ragazza che aveva rapito non era la bella Samiha, quella con cui si erano guardati dritto negli occhi al matrimonio di mio fratello, ma la sorella maggiore, la brutta Rayiha?». A parlare è il cugino di Mevlut, Süleyman, uno dei tanti personaggi che prendono direttamente la parola e completano, precisano, smentiscono la versione della voce narrante. (altro…)

J.D. Salinger, “Nove racconti”

Spesso va così. Quando escono libri destinati a cambiare la storia della letteratura, sulle prime se ne accorgono in pochi. È la primavera del 1953: l’editore britannico cerca di convincere (more…)