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	<title>Paolo Di Paolo &#187; Argomenti</title>
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	<description>Uno che scrive</description>
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		<title>Romanzo senza umani</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Sep 2023 13:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Di Paolo]]></dc:creator>
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<div dir="ltr"><a href="http://www.paolodipaolo.it/wp-content/uploads/2023/09/romanzo-senza-umani.jpg" data-rel="lightbox-0"><img class="alignnone size-medium wp-image-910" src="http://www.paolodipaolo.it/wp-content/uploads/2023/09/romanzo-senza-umani-768x1024.jpg" alt="romanzo senza umani" width="768" height="1024" /></a></div>
<div dir="ltr">
<p>Un uomo cammina lungo le rive di un grande lago tedesco. È partito all’improvviso, dopo avere provocato una serie di “incidenti emotivi”, come lui stesso li definisce. È ripiombato nella vita di persone che non vedeva da tempo. Ha risposto a email rimaste lì per quindici anni, facendo domande fuori luogo. Ha provato a riannodare fili spezzati.<br />
Mauro Barbi, storico di professione, cerca di aggiustare i ricordi degli altri – le persone che ama e ha amato – proponendo la sua versione dei fatti. Cerca di costruire una “memoria condivisa” che lo riguarda. Ma che impresa è? Forse c’entra una Piccola era glaciale privata, un processo di raffreddamento che ha spopolato la sua esistenza. Dove sono Fiore, Arno, il vecchio Cardolini, Meri, la Ragazza belga di Madrid? Dov’è Anna? Dove sono tutti?<br />
Forse il lago a cui ha dedicato anni di studio può dargli le risposte che cerca. Vede, anzi immagina, l’immensa lastra di ghiaccio che lo copriva da sponda a sponda quattro secoli e mezzo prima. Il sole pallido su una catasta di uccelli morti. Un lunghissimo inverno che travolse l’Europa con i suoi venti polari, le grandinate furiose, le inondazioni. Una remota stagione estrema che faceva battere i denti, perdere la speranza, impazzire. Come se ne uscì? Come se ne esce?<br />
Le immagini del passato ci ingannano sempre. Barbi prova a rientrare nel presente, con tutta l’ansia e la fatica che richiedono i gesti semplici. Uno in particolare potrebbe cambiare tutto.<br />
In questo suo <i>Romanzo senza umani</i>, dove gli umani sono a fuoco più che mai, Paolo Di Paolo interroga i disastri climatici delle nostre singole vite. Gli anni senza estate, i desideri furiosi come acquazzoni tropicali, le secche della speranza, il gelo che intorpidisce e nasconde. E poi il disgelo, che finalmente riporta alla luce.</p>
<p><strong>Che cosa ricordano, gli altri, di noi?</strong></p>
<p>“Paolo Di Paolo affronta un tema poco esplorato: la memoria è turbamento. C’è chi ricorda troppo, chi ricorda meno, chi non percepisce lo scorrere del tempo. Siamo tutti congelati fra versioni sconnesse del passato. Non è facile leggere la vita mentre accade.  Un romanzo magnifico e audace.”</p>
<p><em>André Aciman</em></p>
</div>
</blockquote>
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		<title>Trovati un lavoro e poi fai lo scrittore</title>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2023 08:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Di Paolo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[«C’entrano i geni? il famoso DNA? C’entra qualche antenato sconosciuto? un vecchio bibliofilo il cui nome è nascosto in una enciclopedia polverosa che non leggerò mai Ma no, forse è (<a title=" Trovati un lavoro e poi fai lo scrittore" class="more-link" href="https://www.paolodipaolo.it/2023/05/23/trovatiunalvoropoifailoscrittore/">more...</a>)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.paolodipaolo.it/wp-content/uploads/2023/05/foto-trovati.jpg" data-rel="lightbox-0"><img class="size-medium wp-image-895" src="http://www.paolodipaolo.it/wp-content/uploads/2023/05/foto-trovati-768x594.jpg" alt="Trovati un lavoro e poi fai lo scrittore" width="768" height="594" /></a></p>
<p>«C’entrano i geni? il famoso DNA?<br />
C’entra qualche antenato sconosciuto?<br />
un vecchio bibliofilo il cui nome<br />
è nascosto in una enciclopedia polverosa<br />
che non leggerò mai</p>
<p>Ma no, forse è solo frutto di un caso<br />
O di una speciale intelligenza del mondo –<br />
che sarebbe molto noioso se tutti amassimo le stesse cose</p>
<p>D’altra parte, la gente seriamente appassionata è divertente da osservare<br />
ma anche un po’ inquietante</p>
<p>Non c’è mai una ragione precisa,<br />
una ragione seria<br />
a cui ricondurre l’essere diventati,<br />
nella vita, questo o quello<br />
una studiosa di fisica che si occupa<br />
di buchi neri<br />
come affacciandosi da oblò invisibili<br />
nello spazio<br />
un pilota costretto a dimenticare le paure<br />
di molti passeggeri<br />
in volo sull’Oceano<br />
il macellaio migliore del quartiere<br />
l’insegnante rimpianta dagli studenti<br />
che ha dovuto lasciare<br />
il grafico che impagina questo libro</p>
<p>perché così? perché siamo questo e non altro?</p>
<p>A vedermi da fuori, io stesso ho qualche dubbio sul tempo che ho speso a leggere storie</p>
<p>ad accumulare libri<br />
a comprarli<br />
a farmeli prestare<br />
a prestarli<br />
senza riaverli indietro<br />
(ma questo non è importante, perché trovavo – per dire – perfino eccitante di sapere un libro mio a casa di una ragazza che mi piaceva)<br />
E a sfogliarli<br />
a sottolinearli<br />
a perderli<br />
e ricomprarli</p>
<p>Il tempo – non quantificabile – che ho speso anche solo ad accarezzare copertine<br />
come si accarezzano gli animali domestici»</p>
<p>da “<a href="https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/trovati-un-lavoro-e-poi-fai-lo-scrittore/#:~:text=Trovati%20un%20lavoro%20e%20poi%20fai%20lo%20scrittore%20%E2%80%93%20il%20consiglio,a%20quella%20immaginata%20da%20bambino.">Trovati un lavoro e poi fai lo scrittore</a>” (<a class="x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv xzsf02u x1s688f" tabindex="0" href="https://www.facebook.com/RizzoliLibri?__cft__[0]=AZUZ0Y_po9oe9XT1-W-nNQetpx_R4HNFYSFjBCHXwfF6BdgeSIKNm6UOYbC7xhsAxdnc4tOod3x-FsJqoykgSlQ8KpJ5UHSs9uevxPbyIiHadsNUl-4nTrVmPFEBwmxmZ6tDL7xgat_skWe0pA_pQp3brOk8AEzRdr1ZPsMI9aTmjHjiBuLfiqmg2SU6oPLt8VE&amp;__tn__=-]K*F"><span class="xt0psk2">Rizzoli</span></a>)</p>
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		<title>Il giorno in cui la letteratura morì</title>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2023 06:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Di Paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[I miei libri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Uno &#160; «Scusi», dice come sul punto di alzarsi, «non sono d’accordo, non so nemmeno se sono previste domande, e la mia a dire il vero non è (<a title=" Il giorno in cui la letteratura morì" class="more-link" href="https://www.paolodipaolo.it/2023/05/23/il-giorno-in-cui-la-letteratura-mori/">more...</a>)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.paolodipaolo.it/wp-content/uploads/2023/05/il-giorno-in-cui-la-letteratura-morì.jpg" data-rel="lightbox-0"><img class="alignnone size-medium wp-image-906" src="http://www.paolodipaolo.it/wp-content/uploads/2023/05/il-giorno-in-cui-la-letteratura-morì-768x908.jpg" alt="il giorno in cui la letteratura morì" width="768" height="908" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Scusi», dice come sul punto di alzarsi, «non sono d’accordo, non so nemmeno se sono previste domande, e la mia a dire il vero non è una domanda, è un’osservazione».<br />
[quando è successo che le domande si sono trasformate in <em>osservazioni</em>?]<br />
Nessuno gli dice di rinunciare ed è ovvio che lui non rinuncia. Rivolto al conferenziere di turno, dice che non è persuaso fino in fondo dalla tesi appena esposta. E cioè che lo Scrittore di cui si sta parlando abbia vissuto una sua stagione di sfiducia nelle parole, nel senso stesso delle parole, del fare letteratura.<br />
«Sa perché glielo dico?». «No» scuote la testa il conferenziere, «no». «Glielo dico perché penso che uno Scrittore, se tale è, vive di una inesausta fiducia nel suo gesto, nella sua – vorrei chiamarla così, anche se so che è una parola quasi desueta – <em>vocazione</em>». Espone il suo teorema con la sicurezza esibita di chi esclude di poter essere smentito. E infatti nessuno lo smentisce: il conferenziere non ha voglia, è stanco, è sempre così (cerca la parola) svuotato alla fine di una conferenza, di un discorso pubblico, finisce per deprimersi, trascinandosi dopo cena in una camera d’albergo che è accogliente quanto ostile; no, ostile no, se è quattro stelle non lo è<br />
[non sempre ai conferenzieri sono garantite le quattro stelle]<br />
semmai indifferente. Indifferente come diventa lui a sé stesso quando si sciacqua il viso, sente gorgogliare la pipì, accende senza ottimismo la televisione, e si salva da una insostenibile apatia addormentandosi davanti a una trasmissione televisiva qualunque, o masturbandosi.<br />
Che cosa resta del fiato che abbiamo speso per mettere in sequenza sillabe sostantivi verbi congiunzioni preposizioni a voce alta? Respiro e stille di saliva sono già disperse, svanite col pulviscolo della sala conferenze ormai chiusa, ormai al buio.<br />
Non vale la pena farsi la domanda, nemmeno quando il conferenziere dovesse mettere in discussione la sequenza di gesti, di atti, che ha preceduto il torpore in cui finalmente molla gli argini della coscienza e sprofonda.<br />
L’arrivo in stazione, il treno, il tempo in treno, una ragazza cerca di superare i suoi complessi parlando brusca, smargiassa a un suo coetaneo, poi per blandirlo gli chiede se vuole una galletta yogurt-e-fragola, lui fa no con la testa, la voce registrata nomina la prossima fermata. È un pomeriggio freddo e umido, sbarcando pensa che per scaldarsi ci vuole un caffè, appena un po’ lungo, e sa che se ne pentirà sentendo bruciare lo stomaco dopo neanche mezzora, nel tragitto in macchina accanto a un guidatore ragazzo che gli dice di collaborare con l’Organizzazione, e ogni tanto smessaggia tenendo una mano sola sul volante, eccetera<br />
[non è facile chiedere a uno sconosciuto di guidare con più attenzione, con prudenza]<br />
Comunque resta l’amaro in bocca, questo è il fatto, tanto più se la cena non è stata convincente, e come un campanello fastidioso la mattina dopo continua a suonare nella testa l’obiezione, la non-domanda, l’osservazione del signore che ha detto scusi come fosse sul punto di alzarsi.</p>
<p>da <a href="https://www.tetraedizioni.com/product/paolo-di-paolo-il-giorno-in-cui-la-letteratura-mori/"><em>Il giorno in cui la letteratura morì</em></a>, Tetra</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quello che possiamo imparare in Africa</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 09:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Di Paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[I miei libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho lavorato a questo libro, “Quello che possiamo imparare in Africa” (Editori Laterza), con Dante Carraro, per raccontare l’esperienza di Medici con l&#8217;Africa Cuamm. Non solo per dare conto del (<a title=" Quello che possiamo imparare in Africa" class="more-link" href="https://www.paolodipaolo.it/2021/06/17/quellochepossiamoimpararedallafrica/">more...</a>)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">Ho lavorato a questo libro, “Quello che possiamo imparare in Africa” (<a class="oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl q66pz984 gpro0wi8 b1v8xokw" tabindex="0" href="https://www.facebook.com/editorilaterza/?__cft__[0]=AZWm7UeQKp9ApB96tXh1prgTLq5iTk9fQuuyPA3t3STG6eQfc2SyUmn0dFA0aaotW7f51-mhXEfJ8JZ9cn0LaCreb8Oi8x5ySaH4qH5b8I6diGUDCNf9vH8eyqXNls3k-OFczUeAclOpHAXATj2nzJ0N&amp;__tn__=kK-R"><span class="nc684nl6">Editori Laterza</span></a>), con Dante Carraro, per raccontare l’esperienza di <a class="oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl q66pz984 gpro0wi8 b1v8xokw" tabindex="0" href="https://www.facebook.com/mediciconlafricacuamm/?__cft__[0]=AZWm7UeQKp9ApB96tXh1prgTLq5iTk9fQuuyPA3t3STG6eQfc2SyUmn0dFA0aaotW7f51-mhXEfJ8JZ9cn0LaCreb8Oi8x5ySaH4qH5b8I6diGUDCNf9vH8eyqXNls3k-OFczUeAclOpHAXATj2nzJ0N&amp;__tn__=kK-R"><span class="nc684nl6">Medici con l&#8217;Africa Cuamm</span></a>.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Non solo per dare conto del lavoro di cura e prevenzione, di sviluppo dei sistemi sanitari in 41 paesi, ma anche e soprattutto per ragionare sulla salute come bene globale, come bene comune. Forse ci siamo resi conto, a queste latitudini, solo nell’ultimo anno e mezzo di quale sia la posta in gioco.</div>
<div dir="auto">(Poco più dell’1% dei vaccini di cui disponiamo è arrivato nel continente africano.)</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Voglio raccontare di un pomeriggio che ho passato a Moroto, nel nord dell’Uganda, mentre lavoravo al libro.</div>
<div dir="auto">Era l’inizio del 2020, l’anno che avrebbe stravolto il mondo che conoscevamo.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Sotto un tetto di paglia, un uomo si alza in piedi e racconta la sua storia. Si chiama Peter, è guarito dalla tubercolosi grazie alle cure ricevute nell’ospedale di Matany. Lo guardo, resto impressionato dai gesti – si porta di continuo le mani al petto, oppure le congiunge, in una sorta di preghiera che è un segno di gratitudine. Perdo qualche parola; non quella essenziale: healed, guarito. La ripete più volte, con uno stupore che commuove. La ripete quasi come dovesse assicurare a sé stesso che sì, è davvero guarito.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Le parole diventano insufficienti se cerco di tradurre le sensazioni, anche violente, di questo breve viaggio ugandese. Diventano retoriche se solo provo a nominare, a inventariare cose viste. Paesaggio naturale, paesaggio umano – il cielo, di un azzurro mai visto, le giovani studentesse di ostetricia che offrono il loro canto di benvenuto, la confusione di un mercato rurale passando in macchina da Amuria, il crepuscolo che scende su un villaggio nei pressi di Aber. Il Nilo, possente, incrociato nel distretto di Kiryandongo.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">Sono in Karamoja, nel nord est dell’Uganda, al seguito di don Dante. Le sue giornate sono fitte di appuntamenti. Stringe mani, dialoga, analizza dati. Nei lunghi viaggi in macchina raccolgo le sue parole: pragmatiche. Non teorizza, desume da ciò che osserva. Incontriamo pazienti e medici, direttori d’ospedale, infermiere, infermieri, e gente che è guarita. O gente che prova a guarire, e aspetta, all’aperto, seduta a terra, sulla polvere rossa. Prendo appunti, mentre il dottor James, ugandese, racconta la grande sfida della piccola struttura sanitaria attivata dal Cuamm e che ora è lui a guidare – facilitare l’accesso ai servizi, informando le comunità, mobilitandole. Prendo appunti, mentre intere famiglie, o giovani donne, condividono con noi la loro esperienza: guarire, vedere qualcuno guarire, sopravvivere. Come un’occasione che non viene dal cielo, viene dalla terra, per via di mani – intanto – tese. Sapienti, e operose, perché messe nelle condizioni di operare.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">La frase fatta che dice “al primo posto c’è la salute” non si è mai dimostrata tanto ingombrante quanto nel corso della crisi sanitaria internazionale. Resta vera, inoppugnabile, sul piano del privato. Suona fallace, tuttavia, su un piano pubblico: perché contraddetta, tradita, negata dai fatti, dalle inadempienze croniche, da una inattesa vulnerabilità. L’Occidente sicuro di sé si è scoperto impreparato all’emergenza: anche per la scarsa propensione a guardare dove l’emergenza è ricorrente o permanente, all’involontaria e spesso dolorosa lezione del continente africano.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">Forse solo adesso – ripensando a Peter, alle sue mani giunte, al suo inchino grato – colgo appieno l’esattezza e la potenza di quella parola. In quel termine – guarito – c’è la verità del più semplice, preliminare, istintivo dei nostri desideri. Sia nell’ora in cui la avverte un’intera collettività, sia nell’ora in cui a nutrirla è un singolo essere umano, c’è la prima e l’ultima speranza del mondo, che è sempre la speranza di guarire.</div>
</div>
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		<title>Giuseppe Pontiggia. Tentativi, scacchi, fallimenti</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2021 12:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Di Paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Cominciamo dai peccati espressivi. Sono i più gravi, anzi: gli unici davvero gravi. D’altra parte, scrivere vuol dire «evitare l’espressività più debole e ottenere quella più efficace». Sembra facile: è (<a title=" Giuseppe Pontiggia. Tentativi, scacchi, fallimenti" class="more-link" href="https://www.paolodipaolo.it/2021/03/01/pontiggia/">more...</a>)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cominciamo dai peccati espressivi. Sono i più gravi, anzi: gli unici davvero gravi. D’altra parte, scrivere vuol dire «evitare l’espressività più debole e ottenere quella più efficace». Sembra facile: è tutto, ed è una strada in salita. Un maestro vero, un maestro come Giuseppe Pontiggia, non è uno che nasconde gli ostacoli. Li indica. Sembra quasi di vedere il dito che si tende verso un punto, più o meno lontano. La vedi? Quella è la sciatteria. Quella è la (pericolosa) confusione fra parlato e scritto. E quella? Quella è la linea della noia, anzi il muro della noia. Va abbattuto. Come? Il maestro vero segnala l’ostacolo, ma costringe il discepolo a ingegnarsi per superarli. Non gli prepara il libretto delle istruzioni, anche perché non esiste.</p>
<p>L’amore per la trasparenza, per una onesta chiarezza, spingeva Pontiggia a evitare illusioni e camuffamenti. Imparare a scrivere – inutile girarci intorno – vuol dire imparare a leggere. Gli altri e sé stessi. Leggendo meglio – esercitando cioè, alla lettera, l’intelligenza – si può sperare di fare passi più sicuri sulla strada della scrittura. Più precisi. Più efficaci. E di saltare gli ostacoli, quando ci si parano davanti. Lo scintillio fosforico di questo libro deriva – come spiega nelle pagine finali la curatrice, Cristiana De Santis – dalla impressionante capacità didattica di Pontiggia. Un maieuta della sollecitazione, un conversatore capace di attivare percorsi dialettici di fronte ai quali un Socrate del ventunesimo secolo, magari titolare di un corso di scrittura creativa, non avrebbe obiezioni. Questo volume, fatto di moltissime domande, fa diventare le risposte interrogativi ulteriori: tanto più quando Pontiggia risponde con quel suo disarmato, meraviglioso «Non lo so». Un professore che alza le braccia e dice «Non lo so»! La frase più sincera e più aperta. Solo dicendo coraggiosamente «non lo so» si può sperare di imparare ancora qualcosa.</p>
<p>Non è falsa modestia. Pontiggia racconta in queste pagine di essersi interessato ai problemi del linguaggio narrativo molto presto. Fin dalla metà del secolo scorso, quando era redattore del “Verri”, la storica rivista letteraria diretta da Luciano Anceschi. Si era laureato, nel ’59, con una tesi sulla tecnica narrativa dei romanzi di Svevo. È uno scrittore consapevolissimo, «padrone dei propri strumenti, cosciente del proprio mestiere». E tuttavia convinto che applicare un taglio normativo alla scienza inesatta dello scrivere sia poco sensato: «Non insegno regole, ma scelgo esempi, non propongo un modello di prosa o di racconto, ma vorrei concorrere a sviluppare potenzialità originali. E in generale, anziché suscitare illusioni euforiche, mostro le difficoltà effettive per poterle affrontare in modo adeguato».</p>
<p>Consapevolezza: forse è questa la parola chiave. Pontiggia mette sul banco medicinali utili ad accrescerla, ad affinarla. Piccole dosi di Proust e di Karl Kraus, domande di Rilke e risposte di Braque, pillole di Seneca e di Manzoni, aforismi di La Rochefoucauld e intuizioni di Swift o di Virginia Woolf. Sposta avanti e indietro il cursore sulla linea del tempo, Kafka e Dante si incontrano e si danno la mano, convinti entrambi – come Pontiggia – che scrittori non si nasce.</p>
<p>«Non ho mai conosciuto nessuno che sia “nato” scrittore. Ho conosciuto alcuni che lo sono diventati dopo un tirocinio molto duro, fatto di tentativi, scacchi, fallimenti, provvisorie esultanze e ricorrenti depressioni» scrive Pontiggia. E quando allude alla preziosità dei «collaudi» da parte di lettori «severi e impazienti, consci che stiamo sottraendo loro il bene più prezioso, il tempo», si coglie all’istante una speciale vibrazione, un tono. Ironico e caldo insieme, <em>simpatico</em> – aggettivo che gli stava a cuore nella radice profonda, quella che rimanda al soffrire con.</p>
<p>Rileggo le righe di una sua letterina scritta a mano, su un cartoncino stretto e lungo,  datata 20 giugno 2003. Sette giorni prima che morisse. Gli avevo, da lettore sconosciuto, confessato quanto mi piacesse la sua idea di simpatia come un «camminare insieme nel viottolo che abbrevia il percorso» incontro a ciò che ci fa più paura, la verità.<br />
«Lo spazio la simpatia se lo prende da sé», rispondeva Pontiggia – e così lo spazio di questo scrittore nato su un ramo del lago di Como il 25 settembre 1934 è invaso da una luce chiara: è uno spazio, appunto, di simpatia. Lo capisci nelle pagine vive di questo volume che raccoglie lezioni di scrittura. Lo capisci leggendo i suoi racconti, i suoi romanzi, che sono lezioni di scrittura nascoste.</p>
<p>«Sua madre, in gioventù attrice dilettante, gli trasmette il gusto di una recitazione “sincera”. Suo padre, funzionario di banca, gli trasmette il gene della bibliomania, brama di conoscere l’universo attraverso i libri». Così Pontiggia stesso si raccontava in terza persona, mettendo l’accento sulla passione che l’avrebbe spinto ad accumulare negli anni oltre quarantamila volumi, custoditi in scaffali appesi perfino ai soffitti. Una ragazza entrata in casa sua per un’indagine sulle abitudini di lettura restò sbalordita: «Sa che non ne ho mai visti tanti? Di solito le case dove vado non ne hanno. Questa mi fa paura!».<br />
Nel suo primo romanzo, uscito nel ’59, <em>La morte in banca</em>, Pontiggia narrava le vicende di un giovane bancario con la passione per la letteratura. Era lui. Era lui quel ragazzo impelagato tra i numeri che sognava i libri. Guardava la pioggia e pensava a una fuga, «desiderava di evadere, di tornare a muoversi, di distrarsi». Questo desiderio dovrà aspettare trent’anni e un altro romanzo per compiersi: nelle pagine di <em>La grande sera</em> (1989), il protagonista è un parente stretto di Mattia Pascal e di Wakefield: fa perdere le proprie tracce. «Oggi non è andato nel suo studio e non ha avvisato nessuno».</p>
<p>Una delle domande ricorrenti del Pontiggia narratore sembra questa: se si possa abbandonare la propria vita da vivi; se nella grande partita a scacchi dell’esistenza (amava molto quel gioco), sia possibile fare una mossa spiazzante che modifichi il corso delle cose. E questa mossa, che spesso è casuale e involontaria, la studia in uno dei suoi libri più belli, <em>Vite di uomini non illustri</em> (1993), esistenze di individui anonimi mirabilmente condensate in una decina di pagine. Che cos’è davvero decisivo nella nostra esistenza? Di solito, non i giorni a cui attribuiamo valore. Sono gli altri, quelli da niente, che alla luce del dopo acquistano spessore. «Il 16 novembre 1996 il cardiologo Federico Traglia, di Arezzo, gli sconsiglia di continuare la pratica della attività sportiva»; «L’8 luglio 1940 sale con lui nel crepuscolo, per una breve passeggiata, fino alla piscina vuota».</p>
<p>Pontiggia, con il passo di quelli che chiamiamo classici, riduce all’osso queste vite, alla loro nuda trama, alla linea tortuosa di un destino. Ma dietro il tono da enciclopedista ironico c’è molto strazio e molto mistero.</p>
<p>«Possiamo immaginare tante vite, ma non rinunciare alla nostra»: lo dice nell’ultimo, bellissimo romanzo, <em>Nati due volte</em> (2000). La lingua è pura e veloce, senza una sbavatura, senza un cedimento al pietistico. È il risultato forse più alto di questo illuminista lombardo del secondo Novecento, l’approdo della sua saggezza benevola, mai distante. «La normalità – sottoposta ad analisi aggressive non meno che la diversità – rivela incrinature, crepe, deficienze, ritardi funzionali, anomalie». Qui Pontiggia salda alla narrativa la sua vocazione di saggista, di osservatore del costume e di brillante aforista.</p>
<p>Superata a modo suo la stagione dell’avanguardia degli anni Sessanta, si era ritrovato, solitario e sorridente, sulla strada poco affollata di chi cerca la chiarezza e provoca l’intelligenza. Lui – il meno cattedratico e il più simpatico di tutti – l’ha fatto come se giocasse ancora una volta a scacchi: con la stupidità («ci assedia da tante parti, compresa la nostra»), con l’ignoranza, con le malattie del linguaggio, con le tentazioni del conformismo e del luogo comune. Perché scrivere (e parlare) bene non è solo una questione per letterati.</p>
<p>Ma ora basta con gli elogi: «Gli scrittori morti – scriveva Pontiggia – sono ricercati, blanditi, adulati». Poi però aggiungeva: «Difficile appurare se essi ne siano lieti».</p>
<p>Prefazione al volume <a href="https://www.librimondadori.it/libri/per-scrivere-bene-imparate-a-nuotare-giuseppe-pontiggia/#close-modal"><em>Per scrivere bene imparate a nuotare</em></a>, Mondadori 2020</p>
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		<title>Tanta vita, uno spazio su Vanity Fair</title>
		<link>https://www.paolodipaolo.it/2021/02/14/tanta-vita-vanity-fair/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 21:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Di Paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[I miei articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una nuova avventura, una rubrica settimanale che firmerò su Vanity Fair. L’ho chiamata “Tanta vita”. Racconterò piccole storie lontane (o magari vicinissime), storie che ci sfuggono e invece dicono di noi, (<a title=" Tanta vita, uno spazio su Vanity Fair" class="more-link" href="https://www.paolodipaolo.it/2021/02/14/tanta-vita-vanity-fair/">more...</a>)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto"><em>Una nuova avventura, una rubrica settimanale che firmerò su </em><em>Vanity Fair. L’ho chiamata “Tanta vita”. Racconterò piccole storie lontane (o magari vicinissime), storie che ci sfuggono e invece dicono di noi, di una temperatura emotiva che è anche nostra. Storie di esseri umani, gente di questo pianeta.</em></p>
<p><strong>Concordia, Argentina</strong></p>
<p>Se sei la voce storica del carnevale, un po’ di malinconia è il minimo. Lisandro A. non nasconde di essere disorientato: per la prima volta in vent’anni non condurrà – «con il suo timbro inconfondibile» – l’evento più importante dell’estate a Concordia, nella provincia di Entre Ríos, Argentina. Dice che non ricorda più cosa significa vivere un’estate senza carnevale: forse, nella sua vita, non c’è mai stata.</p>
<p>14 Febbraio 2021</p>
<p><a href="https://www.vanityfair.it/vanity-stars/paolo-di-paolo/2021/02/14/concordia-argentina">Vai qui per continuare a leggere</a></p>
<p><strong>Derry, Irlanda del Nord</strong></p>
<p>L’azienda ha sede a Londra, è specializzata in palloncini di alluminio a forma di lettere dell’alfabeto e spedisce in tutto il mondo. «Hai qualcosa da dire ma non sai bene come? Spiegalo con i palloncini!» è il loro slogan. Shannon H., una ragazza di venticinque anni che vive a Derry, Irlanda del Nord, ha fatto il suo ordine, ma le è arrivato un messaggio con scritto: «Riscontrato un problema imprevisto nel completamento».</p>
<div id="outstream-1" class="inRead" data-google-query-id="CI3BqL6F_O4CFUvnuwgdYIADRQ"> 20 Febbraio 2021</div>
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<div class="inRead" data-google-query-id="CI3BqL6F_O4CFUvnuwgdYIADRQ"><a href="https://www.vanityfair.it/vanity-stars/paolo-di-paolo/2021/02/20/derry-irlanda-del-nord">Vai qui per continuare a leggere</a></div>
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<div class="inRead" data-google-query-id="CI3BqL6F_O4CFUvnuwgdYIADRQ"><strong>Philadelphia</strong></div>
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<div class="inRead" data-google-query-id="CI3BqL6F_O4CFUvnuwgdYIADRQ">
<p>Lynette M. dice che quando ti trovi in serie difficoltà economiche, come è accaduto a lei, e sei una donna, e qualcuno ti tende la mano per aiutarti, di solito ti chiede se hai bisogno di cibo. Difficilmente ti chiederà se ti servono degli assorbenti. È un argomento di cui non si parla. Una volta ha saputo di una ragazza che, non avendo denaro per comprarli, usava i calzini. Insieme a sua figlia Nya, Lynette ha messo in piedi a Philadelphia un piccolo centro di raccolta di prodotti sanitari e igienici per le donne.</p>
<p>1° Marzo 2021</p>
<p><a href="https://www.vanityfair.it/vanity-stars/paolo-di-paolo/2021/03/01/philadelphia">Vai qui per continuare a leggere</a></p>
<p><strong>Wuhan</strong></p>
<p>Per le strade, come sempre, lanterne rosse, vetrine decorate, banchi che vendono spiedini di caramelle. Il Capodanno cinese a Wuhan è stato un esercizio di dimenticanza collettiva. Nessuno ha più voglia di parlare del virus: appena si affaccia nei discorsi, si cambia argomento. «È come se avessimo preso un anestetico», dice una donna, Mary Xu, a una cronista del Los Angeles Times. Fa la terapeuta; e spiega che dietro i silenzi, i modi evasivi, c’è ancora il dolore.</p>
<p>5 Marzo 2021</p>
<p><a href="https://www.vanityfair.it/vanity-stars/paolo-di-paolo/2021/03/05/wuhan">Vai qui per continuare a leggere</a></p>
<p><strong>Georgetown, Ontario, Canada</strong></p>
<p>Fanno anche quello che tutti vorremmo saper fare, ma che ci riesce solo in sogno: volano». Bisogna fidarsi di un grande cultore delle creature del cielo come Jonathan Franzen, romanziere e birdwatcher. Gli uccelli – dice – si trovano in ogni angolo di mondo, anche nei luoghi più inospitali; le circa diecimila specie si sono evolute «in una spettacolare varietà di forme». Alti due metri o piccoli come un’ape, «sono i rappresentanti più visibili e diffusi della vita sulla Terra prima che arrivassero le persone».</p>
<p>16 Marzo 2021</p>
<p><a href="https://www.vanityfair.it/vanity-stars/paolo-di-paolo/2021/03/16/georgetown-ontario-canada">Vai qui per continuare a leggere</a></p>
<p><strong>Madrid</strong></p>
<p>Ha appena pubblicato, in Spagna, il suo nuovo romanzo. Al collega che lo interroga dice che parlare di sé lo annoia e che, avendo rilasciato centinaia di interviste, forse questa sarà l’ultima. Dice che ha scritto questo romanzo nei mesi del confinamento più duro, e che scriverlo è stato una sorta di rifugio. Poi dice che la vita è fatta in gran parte da ciò che ci è nascosto e che noi stessi nascondiamo.</p>
<div id="outstream-1" class="inRead" data-google-query-id="CLmR7tGJt-8CFZ7huwgdiJMMYw">21 Marzo 2021</div>
</div>
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<div class="inRead" data-google-query-id="CLmR7tGJt-8CFZ7huwgdiJMMYw"><a href="https://www.vanityfair.it/vanity-stars/paolo-di-paolo/2021/03/21/madrid">Vai qui per continuare a leggere</a></div>
<div class="inRead" data-google-query-id="CLmR7tGJt-8CFZ7huwgdiJMMYw"></div>
<div class="inRead" data-google-query-id="CLmR7tGJt-8CFZ7huwgdiJMMYw"><strong>Salt Lake City, Utah</strong></div>
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<div class="inRead" data-google-query-id="CLmR7tGJt-8CFZ7huwgdiJMMYw">
<p>«Sui giornali leggiamo espressioni come “scioglimento dei ghiacciai”, “temperature record”, “acidificazione degli oceani”, “aumento delle emissioni” e crediamo di capirle», scrive Andri Snær Magnason, islandese, in un bellissimo libro intitolato <em>Il tempo e l’acqua</em> (Iperborea). Se le capissimo davvero, dovremmo compiere subito scelte radicali. Natalie e Melanie, studentesse all’ottavo anno della Salt Lake Performing Arts, ne sono convinte.</p>
<p>29 Marzo 2021</p>
<p><a href="https://www.vanityfair.it/vanity-stars/paolo-di-paolo/2021/03/29/salt-lake-city-utah">Vai qui per continuare a leggere</a></p>
<div id="outstream-1" class="inRead" data-google-query-id="CLGXso7S1e8CFUPBuwgdsxwDSQ"><strong>Milano</strong></div>
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<div class="inRead" data-google-query-id="CLGXso7S1e8CFUPBuwgdsxwDSQ">
<p>Passeggiando per Milano, Marina M. trova due album di fotografie accanto a un bidone della carta. Li raccoglie, li sfoglia. Dentro, c’è «una storia di antica felicità: una bella sposa con un delizioso abito bianco», il papà commosso all’altare, lo sposo trepidante, un’amica che ride. Marina porta l’album a casa con sé, pubblica una delle foto su Facebook. Si fa viva con lei la moglie del testimone dello sposo.</p>
<p>4 Aprile 2021</p>
<p><a href="https://www.vanityfair.it/vanity-stars/paolo-di-paolo/2021/04/04/milano">Vai qui per continuare a leggere</a></p>
<div id="outstream-1" class="inRead" data-google-query-id="CNyJk9WU7u8CFVHzdwod8dUKoA"></div>
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		<title>&#8220;Dove eravate tutti&#8221; &#8211; processo al personaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 19:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Di Paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Sui miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime storie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Sole 24 Ore – Domenica, 23 ottobre 2011 Una volta, a scuola (ma forse accade ancora), veniva chiesto di prendere posizione. Leggevi un brano di romanzo sull’antologia e ti (<a title=" &#8220;Dove eravate tutti&#8221; &#8211; processo al personaggio" class="more-link" href="https://www.paolodipaolo.it/2021/01/22/processoalpersonaggio/">more...</a>)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Sole 24 Ore – Domenica, 23 ottobre 2011</em></p>
<p>Una volta, a scuola (ma forse accade ancora), veniva chiesto di prendere posizione. Leggevi un brano di romanzo sull’antologia e ti trovavi nei panni di giudice. Tu cosa avresti fatto al posto del personaggio? Ti sembra giusto che don Abbondio non abbia avuto il coraggio di ribellarsi ai bravi? E giù critiche a palate: macché, io avrei fatto questo e questo; li avrei denunciati, oppure avrei detto subito a Renzo e Lucia come stavano le cose. Si può essere più vigliacchi? Così, da una parte – quella dei buoni – c’eravamo noi; dall’altra c’erano i personaggi cattivi, condannati senz’appello al tribunale spiccio delle nostre coscienze. Almeno sulla carta dei quadernoni, eravamo coraggiosi, fedeli alle amicizie, incapaci di tradire. Eravamo puri e con la schiena dritta. Perfino all’ultimo anno di scuola superiore, fiorivano all’impazzata tesine che erano vibranti <em>j’accuse</em> contro l’inettitudine di Zeno Cosini, Emilio Brentani e compagnia.</p>
<p>Poi, siamo cresciuti. La vita ha guadagnato qualche sfumatura in più e così pure la capacità di leggere, per chi ha continuato a farlo. Importava davvero ancora giudicare i personaggi? Smarcarsi dai loro difetti, dalle loro viltà, dalle sciocchezze e dai peccati che commettevano? Tutti hanno qualcosa da farsi perdonare, e nel gruppo finalmente eravamo inclusi anche noi. Leggere poteva essere più avventuroso proprio perché compromettente: significava scendere negli abissi altrui per illuminare i propri, mandare in crisi le certezze sul nostro conto, sulla nostra stessa innocenza. Uscire da un romanzo non già rassicurati nella nostra splendente dirittura morale, ma al contrario: allarmati e indifesi.</p>
<p>Al tempo dei blog, di Anobii e dei social network, ogni cultore di libri ha il proprio quadernone a righe. Il cultore di cinema pure, ma appare più scafato, avvezzo a prendere non le distanze dal male rappresentato, ma a valutare il fascino e la riuscita di quella rappresentazione. Per i romanzi contemporanei, invece, è tutto un prendere di petto i personaggi. Il tanto atteso «ritorno all’etica» sta dando i suoi primi frutti nelle valutazioni letterarie? Che pasticcio. È un coro: ma perché quel personaggio di Giordano si comporta da sfigato e non si scuote? Perché proprio nessuno, in <em>Acciaio</em> di Silvia Avallone, ha una «parvenza di vita felice»? perché tanto degrado? Perché il ragazzino dell’ultimo libro di Ammaniti si lamenta se in realtà è solo un «viziato figlio di papà»? Perché i protagonisti dell’ultima Mazzantini hanno rapporti «così malati, morbosi, cattivi»? Non sto inventando.</p>
<p>È toccato anche a me. La presenza su Facebook e l’insana abitudine di spulciare i blog mi hanno messo a contatto con una furia del tutto imprevista. <em>Dove eravate tutti</em> ha un protagonista, Italo Tramontana, quasi trentenne – e già il dato anagrafico sembra non deporre a suo favore. Lungo tutto l’arco del romanzo non commette omicidi. Però si accorge, quasi per un’epifania, che l’intera sua vita cosciente – dal 1993 a oggi – ha coinciso con la presenza sulla scena politica di Silvio Berlusconi: esame di quinta elementare, maggiore età, scuola guida, laurea cosiddetta triennale. «Questa non è una cosa bella, né brutta. È una cosa vera». Prova a concludere una tesi impossibile sugli anni zero e nel frattempo fa i conti con suo padre, professore in pensione accusato di avere investito volontariamente con l’auto un ex alunno. La madre si assenta dal paesaggio delle certezze domestiche facendo un viaggio improvviso, e il giovane si trova tardivamente alle prese con i calzini da lavare. Mal gliene incoglie, sul piano pratico (in effetti ha qualche difficoltà con la lavatrice) e al tribunale dei recensori online. «Ventenne piagnone e ripiegato su sé stesso». «Che pena quando la mamma giustamente si rompe i c. di una famiglia così e se ne va per una meritata vacanza. Scoperta epocale: una casa non va avanti da sola! Bisogna fare la spesa, lavare i calzini, stirare e cucinare. Ma va’ là! Così il nostro eroe si trova da solo davanti al supermercato, al ferro da stiro e al soffritto. Ma non gli viene in mente di rimboccarsi le maniche e darsi una mossa. Meglio sognare davanti alla foto della Ragazza Amata e Mai Avuta». Lì per lì ho pensato a un malumore isolato. Macché: «E io dovrei sentirmi rappresentata da uno come Italo? Mi fa solo rabbia. È solo un “inetto” incapace di sciogliersi dai legacci di questa Italia in decadenza». Vai a spiegare che un personaggio è un personaggio, non è lì per rappresentare nessuno se non sé stesso. Come, tra l’altro, accade per le persone. Italo, Italo, pancia in dentro e petto in fuori! Perché non sei in piazza? Perché non prepari la rivoluzione? «Questo personaggio è un eterno adolescente, è uno che vota Berlusconi vivendo, la sua vita è troppo comoda, la sua vita è fatta di niente». Non basta: Italo è un moralista ipocrita, è un «democristiano». Ma è nato nell’83! Non basta: è assolutamente imbranato con le ragazze, non è in grado di scrivere una tesi, è in sostanza patetico e inerte. Stavo per riprendere fiato quando un’ulteriore scarica di domande mi è arrivata sul naso: «Che senso ha lamentarsi che il padre ha lasciato il libro sulla storia del socialismo nei ripiani più alti della libreria, lontano dalle mani del figlio? Ma monta sopra una sedia e prendilo, oppure vai in libreria e compralo! Quando mai è il padre che insegna al figlio a fare la rivoluzione?». Non importa che in effetti, a fine romanzo, Italo abbia cominciato a leggere quella storia del socialismo e che rimproveri sé stesso di non averlo fatto prima. L’accigliato lettore non se ne è accorto. Non importa nemmeno che da qualche parte il personaggio ammetta che la sua visione storico-politica somiglia a un cartone animato o a un fumetto, o che a un certo punto il suo processo contro il padre gli torni indietro come un boomerang. E se a lui si addebitano troppe indulgenze e mancanze, il rimprovero può allargarsi a dismisura e travolgere la sorella adolescente Anita che si innamora del «teppistello» e «carogna» investito dal padre, e via così.</p>
<p>Qualcuno dirà che è positiva questa visceralità nella lettura di un romanzo. Può darsi. Tuttavia, prendere per il bavero i personaggi dimostra anche un eccesso, non molto lucido, di nervosismo. Avevo scelto di porre a epigrafe di <em>Dove eravate tutti</em> una frase di De Sanctis – «I popoli, come gl’individui, al pendio della decadenza diventano nervosi, vaporosi, sentimentali» – ritenendo che nei tre aggettivi ci fosse il senso del libro (del modo, perfino, d’essere scritto) e la verità sui suoi protagonisti. Tanto mi bastava, senza condanne né assoluzioni. Chiedere a Italo di stare sulle barricate sarebbe come chiedere al Brentani di <em>Senilità</em> di cambiare abbigliamento e pettinatura. I personaggi sono come sono: migliori o peggiori di noi. Talvolta ci somigliano. Pretendere da loro ciò che non pretenderemmo da nessuno – rinunciare a ciò che sono; amare, soffrire di meno o di più; essere più intelligenti o più energici; contribuire, che so, alla primavera araba – è forse piuttosto sciocco. Vanno lasciati nei romanzi, e giudicati al tribunale della letteratura, non a quello della coscienza. Ecco dov’è che vince don Abbondio. Tra l’altro, lo confesso, io ho sempre tifato per lui.</p>
<p>Paolo Di Paolo</p>
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		<title>PdP</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 19:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Di Paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Chi sono]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono nato il 7 giugno 1983 a Roma.   “…scriverei anche se non scrivessi davvero, perché scrivo nella testa, annoto sensazioni in forma di parole possibili, fermo nuvole, pensieri, o (<a title=" PdP" class="more-link" href="https://www.paolodipaolo.it/2021/01/18/pdp/">more...</a>)]]></description>
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<div>Sono nato il 7 giugno 1983 a Roma.</div>
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<div><em>“…scriverei anche se non scrivessi davvero, perché scrivo nella testa, annoto sensazioni in forma di parole possibili, fermo nuvole, pensieri, o semplicemente il volto di qualcuno, che è già l’inizio di una storia. Ho scritto molti più racconti e romanzi nella testa, ogni giorno, di quelli finiti su carta. Ho scritto per capire, per ricordare, per vedere le cose da un’altra prospettiva. Ho scritto soprattutto per ricostruire un mondo scomparso, o anche solo una città, una strada, l’angolo di una casa, solo per vedere ancora vivo qualcosa che il tempo aveva sommerso. Ho scritto, quasi sempre, proprio per far rivivere qualcuno, persone del passato, anche del mio, o per un me stesso che avevo lasciato per strada ad aspettare. L’ho ripreso per mano e l’ho accompagnato fino alla gelateria, perché era fermo lì e aveva una tremenda paura dei cani. Gli ho fatto da fratello maggiore. Ho scritto per tante altre ragioni e molte le ho dimenticate. A volte ho scritto per amore, per nostalgia, per seguire una musica, per suonarla con le parole. Ho scritto anche per dimenticare, ma non ci sono riuscito. Ho scritto per iniziare un dialogo con qualcuno, per muovere un’idea, per difendere un’idea, per guarire, e per ammalarmi di nuovo. Ho scritto perché c’era una storia che valeva la pena raccontare, come si fa in treno con uno sconosciuto. Ho scritto per fare delle domande senza avere nemmeno l’inizio di una risposta. Ho scritto per lasciare le domande aperte come porte spalancate. Ho scritto, talvolta, come si prega, e come si chiede a qualcuno di restare”.</em></div>
<div></div>
<div></div>
<div>(da Vite che sono la tua, 2017)</div>
<div></div>
<div></div>
<p>Qui racconto qualche tappa della mia “<a href="http://www.paolodipaolo.it/2015/12/17/la-formazione-dello-scrittore/" target="_blank">formazione</a>“.</p>
<h1>I miei libri</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><i><a href="https://www.feltrinellieditore.it/opera/romanzo-senza-umani/">Romanzo senza umani,</a> Feltrinelli 2023.<br />
<a href="https://rizzoli.rizzolilibri.it/libri/trovati-un-lavoro-e-poi-fai-lo-scrittore/#:~:text=Trovati%20un%20lavoro%20e%20poi%20fai%20lo%20scrittore%20%E2%80%93%20il%20consiglio,a%20quella%20immaginata%20da%20bambino.">Trovati un lavoro e poi fai lo scrittore</a>, Rizzoli 2023.<br />
</i><i><a href="https://www.tetraedizioni.com/product/paolo-di-paolo-il-giorno-in-cui-la-letteratura-mori/">Il giorno in cui la letteratura morì</a>, Tetra 2023.<br />
</i><i><a href="https://www.giunti.it/catalogo/i-desideri-fanno-rumore-9788809897212">I desideri fanno rumore</a>,  </i>Giunti 2021.<i><br />
<a href="https://www.mondadoristore.it/Montanelli-Vita-inquieta-Paolo-Di-Paolo/eai978880474424/">Montanelli. Vita inquieta di un anti-monumento</a>,</i> Mondadori 2021.<i><br />
<a href="https://www.lafeltrinelli.it/libri/paolo-paolo/i-classici-compagni-scuola/9788807894534">I classici compagni di scuola</a>, </i>Feltrinelli 2021.<i><br />
<a href="https://www.laterza.it/2021/05/27/d-carraro-e-p-di-paolo-raccontano-quello-che-possiamo-imparare-in-africa/">Quello che possiamo imparare in Africa</a> &#8211; </i>con Dante Carraro, Laterza 2021. <i><br />
<a href="https://www.ibs.it/svegliarsi-negli-anni-venti-libro-paolo-di-paolo/e/9788804731436">Svegliarsi negli anni Venti</a>, </i>Mondadori 2020, seconda edizione Mondadori 2023.<br />
<i><a href="https://www.laterza.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2239&amp;Itemid=101">Sold out</a>, </i>Laterza 2019.<br />
<i><a href="https://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/lontano-dagli-occhi/">Lontano dagli occhi</a>, </i>Feltrinelli 2019. Traduzioni: Francese.<br />
<i><a href="https://www.edt.it/libri/esperimento-marsiglia">Esperimento Marsiglia</a>, </i>EDT 2019.<i><br />
</i><i>La classe operaia va in paradiso</i>, drammaturgia per spettacolo teatrale, 2018<i><a href="https://www.bompiani.it/catalogo/papa-gugol-9788845283833"><br />
Papà Gugol</a></i>, Bompiani 2017 – <a href="https://www.storytel.com/it/it/books/1118157-Papa-Gugol?gclid=Cj0KCQiA3NX_BRDQARIsALA3fIKFErvvWCuEja9zmf72EzzWam5dlyZl5I2af-AcjQLRNsYv3_E_5oYaAphNEALw_wcB">audiolibro</a>.<em><a href="https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&amp;Itemid=97&amp;task=schedalibro&amp;isbn=9788858131152"><i><br />
Vite che sono la tua. </i>Il bello dei romanzi in 27 storie</a>, </em>Laterza 2017.<br />
<em><a href="https://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/una-storia-quasi-solo-damore/">Una storia quasi solo d’amore</a>,</em> Feltrinelli 2016 &#8211; <a href="https://www.audible.it/pd/Una-storia-quasi-solo-damore-Audiolibri/3748018797?qid=1617286447&amp;sr=1-1&amp;ref=a_search_c3_lProduct_1_1&amp;pf_rd_p=67f8f22b-aed1-45a6-a456-d09beff03315&amp;pf_rd_r=ASR2H4ZTYRGV3Z6P9XTS">audiolibro</a>. Traduzioni: <a href="https://www.lisez.com/livre-grand-format/presque-une-histoire-damour/9782714476159">Francese</a>, <a href="https://nonsoloverlag.de/shop/fast-nur-eine-liebesgeschichte/">Tedesco</a>.<em><i><br />
<a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/tempo-senza-scelte-paolo-di-paolo-9788806227111/">Tempo senza scelte</a></i>, </em>Einaudi, 2016.<br />
<em>Istruzioni per non morire in pace</em>, Edizioni di Storia e Letteratura 2015.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/Divina-Commedia-Paolo-Di/dp/8898519214/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1450370906&amp;sr=8-1&amp;keywords=la+divina+commedia+paolo+di+paolo" target="_blank">La Divina Commedia</a></em>, La Nuova Frontiera Junior 2015.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/Giacomo-il-signor-bambino-Paolo/dp/8890797088/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1450370939&amp;sr=8-1&amp;keywords=giacomo+signor+bambino+paolo+di+paolo" target="_blank">Giacomo il signor bambino</a></em>, Rrose Sélavy Editore 2015.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/Viaggio-Roma-con-Nanni-Moretti/dp/8897467792/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1450370969&amp;sr=8-1&amp;keywords=viaggio+a+roma+con+nanni+moretti" target="_blank">Viaggio a Roma con Nanni Moretti</a></em>, Bompiani, 2016 (1° ediz. Lozzi Publishing 2015). Traduzioni: <a href="http://www.gallimard.fr/Catalogue/Table-Ronde/Quai-Voltaire/Quai-Voltaire/A-Rome-avec-Nanni-Moretti">Francese</a>.<br />
<em><a href="http://www.ibs.it/code/9788807883934/di-paolo-paolo/raccontami-la-notte-in.html">Raccontami la notte in cui sono nato</a>,</em> Feltrinelli<em> </em>2014 (1° ediz. Giulio Perrone Editore 2008) – <a href="https://www.audible.it/pd/Raccontami-la-notte-in-cui-sono-nato-Audiolibri/B089233P53?qid=1609941380&amp;sr=1-2&amp;ref=a_search_c3_lProduct_1_2&amp;pf_rd_p=67f8f22b-aed1-45a6-a456-d09beff03315&amp;pf_rd_r=4S4G13MPYP1413V4333Z">audiolibro</a>. Traduzioni: <a href="http://thechronicles.eu/raccontami-la-notte-in-cui-sono-nato/?lang=en&amp;edition=30">Olandese</a>.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/Perch%C3%A9-non-sono-ancora-resurrezione/dp/8874029993/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1450371001&amp;sr=8-1&amp;keywords=perch%C3%A9+non+sono+ancora+effat%C3%A0" target="_blank">Perché non sono ancora. La resurrezione</a></em>, Effatà Editrice 2014.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/mucca-volante-AsSaggi-Paolo-Di-ebook/dp/B00M9CZLTC/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1450370836&amp;sr=8-1&amp;keywords=la+mucca+volante+paolo+di+paolo" target="_blank">La mucca volante</a></em>, Bompiani 2014 – <a href="https://www.storytel.com/it/it/books/1118159-La-Mucca-volante">audiolibro</a>. Traduzione: Cinese.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/Tutte-speranze-Montanelli-raccontato-Scala-ebook/dp/B00JGU2WRO/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1450371096&amp;sr=1-1&amp;keywords=tutte+le+speranze.+montanelli" target="_blank">Tutte le speranze. Montanelli raccontato da chi non c’era</a></em>, Rizzoli 2014.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/raccontati-nessuno-Federico-Fellini-scrittori/dp/8896218497/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1451917056&amp;sr=8-1&amp;keywords=ci+ha+raccontati+come+nessuno" target="_blank">Ci ha raccontati come nessuno. Fellini visto dagli scrittori</a></em>, Empirìa 2013.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/Piccola-storia-del-corpo-Paolo/dp/8860042917/ref=sr_1_2?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1450371194&amp;sr=1-2&amp;keywords=piccola+storia+del+corpo" target="_blank">Piccola storia del corpo</a></em>, con Alma Gattinoni e Giorgio Marchini, Giulio Perrone Editore 2013 (1° ediz. Edilet 2008).<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/Mandami-tanta-vita-Paolo-Di/dp/8807885476/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1450371278&amp;sr=1-1&amp;keywords=mandami+tanta+vita" target="_blank">Mandami tanta vita</a></em>, Feltrinelli 2013 – <a href="https://www.audible.it/pd/Mandami-tanta-vita-Audiolibri/B07YWPBK5S?gclid=Cj0KCQiA3NX_BRDQARIsALA3fILWvNGAQwQDzGhBwwwOAATaMiyW97CFLq2LSOkxqZH9-0HC3W8Rs-AaAnPmEALw_wcB&amp;source_code=OMDtm1260521190101&amp;gclsrc=aw.ds&amp;&amp;ef_id=Cj0KCQiA3NX_BRDQARIsALA3fILWvNGAQwQDzGhBwwwOAATaMiyW97CFLq2LSOkxqZH9-0HC3W8Rs-AaAnPmEALw_wcB:G:s">audiolibro</a>. Traduzioni: <a href="https://www.lisez.com/livre-grand-format/tanta-vita/9782714457103">Francese</a>, <a href="https://botimedudaj.com/libra/dergome-shume-jete/">Albanese</a>, <a href="https://ikarosbooks.gr/44-dose-moy-ligi-zoi.html">Greco</a>.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/qualcosa-Scrittori-italiani-Novecento-Duemila/dp/8860042429/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1450371325&amp;sr=1-1&amp;keywords=la+fine+di+qualcosa+scrittori+italiani" target="_blank">La fine di qualcosa. Scrittori italiani tra Novecento e Duemila</a></em>, Giulio Perrone Editore 2012.<br />
<em><a href="https://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/la-miracolosa-stranezza-di-essere-vivi/#descrizione">La miracolosa stranezza di essere vivi</a></em>, Feltrinelli 2012 (eBook). Traduzioni: <a href="http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/the-miraculous-strangeness-of-being-alive/">Inglese.</a><br />
<em><a href="http://www.amazon.it/Dove-eravate-tutti-Paolo-Di/dp/8807018608/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1450371358&amp;sr=1-1&amp;keywords=dove+eravate+tutti" target="_blank">Dove eravate tutti</a></em>, Feltrinelli 2011 – <a href="https://www.audible.it/pd/Dove-eravate-tutti-Audiolibri/3748018770?qid=1609941380&amp;sr=1-4&amp;ref=a_search_c3_lProduct_1_4&amp;pf_rd_p=67f8f22b-aed1-45a6-a456-d09beff03315&amp;pf_rd_r=4S4G13MPYP1413V4333Z">audiolibro</a>. Traduzioni: <a href="https://www.lisez.com/livre-grand-format/ou-etiez-vous-tous/9782714457110">Francese</a>, <a href="https://ikarosbooks.gr/52-poy-isastan-oloi.html">Greco</a>.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/libri-ribelli-segreti-dellavventura-editoriale/dp/8860041759/ref=sr_1_sc_2?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1450371407&amp;sr=1-2-spell&amp;keywords=i+libri+sono+igli+ribelli" target="_blank">I libri sono figli ribelli. Tappe e segreti dell’avventura editoriale</a></em>, Giulio Perrone Editore 2011.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/Scusi-lei-si-sente-italiano/dp/8858117522/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1451917097&amp;sr=8-1&amp;keywords=scusi%2C+lei+si+sente+italiano%3F" target="_blank">Scusi, lei si sente italiano?</a></em>, con Filippo Maria Battaglia, Laterza 2010.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/siamo-stati-felici-passione-libri/dp/8895204247/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1450371440&amp;sr=1-1&amp;keywords=dove+siamo+stati+felici" target="_blank">Dove siamo stati felici. La passione dei libri</a></em>, Filema Edizioni 2009.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/Questa-lontananza-cos%C3%AC-vicina-Paolo/dp/8860043425/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1450371038&amp;sr=8-1&amp;keywords=questa+lontananza+cos%C3%AC+vicina" target="_blank">Questa lontananza così vicina</a>,</em> Giulio Perrone Editore 2009.<br />
<em><a href="http://www.ibs.it/code/9788895586052/di-paolo-paolo/raffaele-capria-risalire.html" target="_blank">Raffaele La Capria. Risalire il vento</a></em>, Liaison Editore 2008.<br />
<em>Queste voci queste stanze</em>, con Elio Pecora, Empirìa 2008.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/Ogni-viaggio-romanzo-scrittori-Economica-ebook/dp/B00FWMRHF2/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1450371233&amp;sr=1-1&amp;keywords=ogni+viaggio+%C3%A8+un+romanzo" target="_blank">Ogni viaggio è un romanzo. Libri, partenze, arrivi</a></em>, Editori Laterza 2007<em>.<br />
<a href="http://www.amazon.it/unisola-Viaggio-Lalla-Romano-1906-2006/dp/8860040566/ref=sr_1_fkmr0_2?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1450371612&amp;sr=1-2-fkmr0&amp;keywords=come+un%27isola+viaggio+con+alla+romano" target="_blank">Come un’isola. Viaggio con Lalla Romano (1906-2006)</a>, </em>Giulio Perrone Editore 2006.<br />
<em><a href="http://www.amazon.it/sognato-stazione-affetti-passioni-Conversazione/dp/8842084077/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1450371734&amp;sr=1-1&amp;keywords=ho+sognato+una+stazione" target="_blank">Ho sognato una stazione. Gli affetti, i valori, le passioni</a></em>, con Dacia Maraini,<em> </em>Editori Laterza 2005.<br />
<a href="http://www.lafeltrinelli.it/libri/antonio-debenedetti/piccolo-grande-novecento/9788881765256" target="_blank"><em>Un piccolo grande Novecento</em>, con Antonio Debenedetti</a>, Manni 2005.<br />
<em><a href="http://www.lafeltrinelli.it/libri/paolo-paolo/nuovi-cieli-nuove-carte/9788887450439" target="_blank">Nuovi cieli, nuove carte</a></em>, Edizioni Empirìa 2004.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Che ore sono da voi?</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2021 20:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Di Paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tabucchi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho curato per  Giangiacomo Feltrinelli Editore una scelta dei grandi racconti di Antonio Tabucchi. L’abbiamo chiamata “Che ore sono da voi?” &#8211; come una domanda che lui, dal suo altrove, pone (<a title=" Che ore sono da voi?" class="more-link" href="https://www.paolodipaolo.it/2021/01/10/che-ore-sono-da-voi/">more...</a>)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho curato per  Giangiacomo Feltrinelli Editore una scelta dei grandi racconti di Antonio Tabucchi. L’abbiamo chiamata “Che ore sono da voi?” &#8211; come una domanda che lui, dal suo altrove, pone a noi.<br />
Ci sono due inediti e alcuni dei più bei testi scritti fra il 1981 e il 2011. Trent’anni di storie, un timbro inconfondibile. Per i molti che conoscono solo “Pereira” sarà una scoperta. E per chi non li legge da anni, una riscoperta.<br />
È stato uno dei pochi autori italiani capaci di varcare frontiere internazionali, di farsi amare nel mondo, di farsi riconoscere nel mondo, non somigliando a nessuno. Aprite e leggete il primo racconto, “Lettera da Casablanca”, e ditemi se non è un piccolo capolavoro.</p>
<p>*</p>
<p>In un tardo pomeriggio di primavera, a Parigi, mentre cucinava del pesce, mi aveva chiesto di sedermi al computer e di trascrivere un racconto a cui stava lavorando. Non sono sicuro di riuscire a orientarmi fra le correzioni, gli avevo risposto.<br />
Te lo detto io, mi ha rassicurato.<br />
E così, dalla cucina, Tabucchi faceva a voce il suo racconto; e c’erano gli a capo, e le virgole, i due punti, gli aggettivi che, se gli suonavano male, mi faceva cancellare. Fuori, nel frattempo, era diventato buio. E io avevo acceso le luci, lui aveva spento i fornelli, e si era affacciato per guardare il racconto che aveva preso forma sullo schermo del mio computer.<br />
Che te ne pare?, mi ha chiesto.<br />
Preoccupato di avere fatto qualche errore, gli ho chiesto di darmi le sue carte per controllare.<br />
Quali carte?<br />
Mi ha sorriso – il suo sorriso divertito, giocoso. Poi ha detto: la cena è pronta. Ho cercato i fogli, ho insistito: da dove l’hai letto?<br />
Dalla mia testa, ha risposto.</p>
<p><a href="https://m.feltrinellieditore.it/.../che-ore-sono-da-voi/">Antonio Tabucchi, Che ore sono da voi? Feltrinelli</a></p>
<p>*</p>
<p>Il podcast &#8211; La voce di Tabucchi</p>
<p>Nell’archivio della casa editrice Feltrinelli abbiamo ritrovato tre dialoghi con la voce viva del grande scrittore. Un’occasione per ascoltare davvero Tabucchi ed emozionarci. Perché &#8211; come lui stesso scriveva &#8211; la voce è un mistero. &#8220;Voce, vita. I fonologi sostengono che la voce imita il ritmo vitale, perché segue il principio della respirazione. Ogni frase che pronunciamo nasce, cresce, si stabilizza, decresce, muore. Respira con noi. La voce crea, la voce salva. La voce ha un potere magico”.</p>
<p><a href="https://www.feltrinellieditore.it/news/2020/12/09/la-voce-di-tabucchi-un-podcast-cura-di-paolo-di-paolo/">&#8220;La voce di Antonio Tabucchi&#8221; </a></p>
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		<title>Tempo senza scelte</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2021 21:29:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Di Paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Argomenti]]></category>
		<category><![CDATA[I miei libri]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime storie]]></category>

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		<description><![CDATA[La scelta è dubbio, responsabilità, costruzione di sé e del futuro. Ma dove la Storia non chiede risposte nette, dove si è esposti a miriadi di opzioni evanescenti, è ancora (<a title=" Tempo senza scelte" class="more-link" href="https://www.paolodipaolo.it/2021/01/02/tempo-senza-scelte/">more...</a>)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="book-detail__grid-col book-detail__description">
<div class="book-detail__text">
<p>La scelta è dubbio, responsabilità, costruzione di sé e del futuro. Ma dove la Storia non chiede risposte nette, dove si è esposti a miriadi di opzioni evanescenti, è ancora possibile prendere decisioni radicali, accettare il rischio, percorrere una strada fino in fondo?</p>
<p><a href="https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/tempo-senza-scelte-paolo-di-paolo-9788806227111/">Tempo senza scelte, Einaudi, 2016</a></p>
<p><a href="https://www.panorama.it/cultura/paolo-di-paolo-tempo-senza-scelte">Panorama, 9 ottobre 2016, di Michele Lauro</a></p>
<p>Con Monica Mondo per Soul, Tv2000:</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Yaz5drheIWg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
<div id="gtx-trans" style="position: absolute; left: 380px; top: 296.333px;"></div>
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